Quelle come me sono quelle che le vedevi sole davanti scuola, immerse nel loro mondo lontano mille miglia.
Quelle come me le devi richiamare, più volte, perché sembra che siano lì co te ma in realtà sono lontane, altrove.
Quelle come me vivono d'intercalari come "Eh?" "Cosa?" "Scusa, puoi ripetere?" un po' perché sono naturalmente distratte, un po' perché molte volte si rompono il cazzo ad ascoltare certa gente.
Quelle come me, ad una serata in discoteca, preferiranno sempre una pizzata con pochi intimi o una serata davanti al computer, con abbastanza junk food da mandare in overdose Homer Simpson e la giusta serie tv.
Quelle come me comprano vestiti stravaganti per le suddette serate in discoteca che però poi non mettono (quasi) mai perché, appunto, non ci vanno in discoteca.
Quelle come me comprano anche molte scarpe e molte borse e molte cose inutili in generale.
Quelle come me però, non hanno mai niente da mettere, nonostante la loro intera casa sia diventata una succursale di zara e i vestiti rischino di soffocare il loro spazio vitale.
A quelle come me piace correre, nonostante siano l'anticristo dell'atletica e del fitness; corrono per non pensare, con la musica nelle orecchie fino a diventare sorde e la voglia di sfidare se stesse.
Quelle come me vorrebbero imparare, conoscere, assaporare ogni cosa; vorrebbero avere un paio extra di tutto: occhi, mani, gambe, piedi, orecchie, (tette), per fare più cose e contemporaneamente.
Idealmente, a quelle come me, piacerebbe che la giornata durasse 76 ore, per poter fare tutto, ma praticamente anche meglio che no, perché probabilmente la passerebbero a poltrire a letto visto che, di base, sono molto pigre.
Quelle come me le vedi spesso sole ma anche quando sono in mezzo alla gente si sentono "a parte".
Quelle come me riescono a cogliere riferimenti molto nerd su cose altrettanto nerd ma poi, se gli chiedi con chi è sposata la Jolie, ti fissano vuote.
Quelle come me si perdono ancora nel paesino buco(lico) in cui sono cresciute, ma poi si muovono a Londra come se niente fosse.
A quelle come me piacerebbe lavorare nella moda, ma anche nella musica, ma anche nel cinema, ma anche nella televisione... Anche l'editoria però non sarebbe male... Oppure la fotografia... O l'arte in generale... O anche la cucina, che ci piace mangiare... Ma anche l'astrofisica, pensandoci, ha il suo fascino.
Quelle come me, se non s'era capito, sono confuse e confusionarie e c'è il rischio che non concludano mai niente, perché vivono nel caos e in fondo gli piace.
Quelle come me hanno anche una fottuta paura di perdere se stesse, che pure se non sono poi questo gran che, sanno di essere l'unica cosa che hanno.
Infatti, a quelle come me, ciò che fa cagare i pantaloni, non è né il rischio di cancro o di malattie veneree, ma la parola amore; perché amare, dare se stessi a qualcuno è cosa mica da poco... Eppoi, ad amare qualcuno completamente (you know what I mean), aumenta ancor di più il rischio di malattie veneree... Per dire.
Quelle come me hanno anche un senso dell'umorismo pessimo e fanno battutacce su cose serie come il cancro, le malattie veneree, i vecchi e gli indigenti... E lo sanno che non si dovrebbe ma lo fanno uguale, perché sono come me.
Anche perché quelle come me, pur essendo fragili, sono anche stronze sarcastiche, quindi attenzione.
Quelle come me, alla fine, sono delle grandi incoscienti: si gettano in cose grandi, enormi; vanno anche fino in fondo, pure se è difficile, pure se fa male.
Quelle come me, non so ancora se definirle stupide o solo masochiste.
A quelle come me, in generale, piace pensare di fregarsene di ciò che pensa la gente ma, forse, in fondo in fondo, piacerebbe parlare, spiegare... Chi siamo, cosa facciamo, perché siamo delle teste di cazzo.
Perché quelle come me a volte si sentono sole. Ma tanto.
Quindi, una sera random, mosse anche dalla loro arcinemica noia, quelle come me potrebbero decidere di aprire un blog.
Anche perché credono che scrivere sia l'unica cosa che sappiano fare davvero.
Forse.