Non mi sembra questo il luogo per entrare nel merito della questione e delle motivazioni delle varie parti, che questo è un blog cazzone e non Linkedin.
Infatti io, da brava autrice di un blog cazzone, ho presto sta cosa serissima e ne ho tratto ispirazione per un po'.
Che sicuramente non c'ho capito un cazzo, quindi non vi arrabbiate né venite a correggermi fatti o roba varia, perché l'attendibilità non è il mio scopo (nè quello di molti telegiornali italiani, a quanto pare).
Se sapessero che paragono la mia situazione famigliare con quella medio-orientale, certamente mi bollerebbero come ignorante, insensibile o, quantomeno, DRAMA QUEEN.
Ma io non sto mica a paragonare la gravità delle due situazioni, (ci mancherebbe) prendo solo Gaza a titolo d'esempio per cercare di spiegare i fattacci miei (ai quali, tra l'altro, avevo anche già accennato in questo post molto hipster).
Del resto, pure a scuola quando ti spiegavano Newton ti facevano l'esempio della mela o quando cercavano d'illuminarti su Kant e ti confondevano ancora di più con quella minchia di lenti colorate...
E' un comprovato metodo didattico, il mio, che vi credete...
E' perché, magari, paragonando una cosa che qualcuno non conosce, ad un'altra con la quale ha un minimo di famigliarità, potrebbe facilitarne la comprensione.
Insomma, la situazione contingente della mia famiglia può essere sintetizzata così.
Mia madre è Hamas.
Io sono Israele.
Mio padre è l'ONU.
Tutto chiaro no?
Lasciate che approfondisca.
Mia madre non è affatto una terrorista, ovviamente (anche perché diciamocelo, ha problemi con il fornello a gas, quindi direi che siamo più che al sicuro dalle bombe), mia madre è semplicemente una a cui piace comandare...
Specialmente su cose che considera di sua proprietà anche se poi non lo sono, tipo, chessò, la mia vita.
E' vero che "è stata lei a donarmela" come mi ricorda drammaticamente ogni due ore, ma comandare non è più un suo diritto, visto che a vent'anni, uno dovrebbe anche essere lasciato libero di fare le sue scelte, pure se lei le considera sbagliate.
Questa "perdita di controllo" però non le piace.
Affatto.
Io, con Israele, ho sostanzialmente in comune il fatto che, (oltre ade essere sicuramente un po' una testa calda), mi sento un po' come se esistessi senza però appartenere davvero in nessun dove e quindi mi attacco alla mia
Magari anche con la benedizione di mammaHamas.
In tutto ciò l'ONU, cioè quel povero martire di mio padre, cerca inutilmente di mediare, di metter pace; chiede tregue umanitarie, cerca di far capire al mio Israele e a mammaHamas che ci stiamo facendo male non solo a vicenda ma coinvolgendo altri che neppure c'entrano.
PapàONU tenta anche di spiegare a mammaHamas che non può più pretendere il controllo totale sulla striscia, che non è di sua proprietà, che forse dovrebbe anche accettare di farsi da parte.
Diciamo che, per ora, la sua operazione non sta avendo molto successo, un po' perché entrambe le parti sono ferme sulle loro posizioni, testarde e caparbie, entrambe con i loro torti e le loro buone ragioni, un po' perché, da dietro, una delegazione araba composta soprattuttp da membri della famiglia di mammaHams (che tra l'altro con il presente Israele c'entrano picche) fomenta il conflitto, complicando ulteriormente il dialogo.
Insomma, tra un po' i caschi blu dovremmo chiamarli veramente a casa, anche perché le tregue durano sempre meno e non vedo profilarsi all'orizzonte nessuna pace duratura.
E' inevitabile che qualcuno dovrà cedere qualcosa e che in ogni caso non sarà indolore.
Io, dal mio canto, mi auguro solo che tutto ciò si concluda il prima possibile e che i futuri ordigno non distruggano completamente quel po' che rimane della mia determinazione e della mia autostima.
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