In quest'estate stramba tanto climaticamente quanto emotivamente, capita spesso che mi ritrovi a pensare a cose alle quali cerco di non pensare il più possibile.
Starsene da soli per un po', ha decisamente questo effetto collaterale.
Che pensi...
A te.
Agli altri.
Ai rapporti che hai con gli altri.
Se qualcuno mi vedesse dall'esterno magari potrebbe pensare che non mi manchi nulla, e razionalmente mi rendo conto che forse è così.
Ho una casa, una famiglia che per quanto incasinata cerca di starmi vicina, una quantità esorbitante di vestiti...
Eppure la maggior parte del tempo io mi sento vuota.
Inutile.
E sola.
Gli amici non sono mai stati un problema per me.
Almeno in apparenza.
Qualcuno si azzarda addirittura a definirmi "socievole" anche se io continuo a pensare che non lo sono, affatto.
Perché le persone socievoli alla fine ci stanno bene in mezzo alla gente, cercano quel contatto, quell'energia; io, invece... anche no.
Nel senso, mi sprono a stare a contatto con la gente più perché sento che "devo", non tanto che "voglio".
Gli altri sono la distrazione da me stessa.
Quello che Pascal definiva un "divertissement".
Mi piace analizzarli, farli parlare, sfogare...
Un giorno magari scriverò un post apposito sul mio fantastico metodo maieutico che mi ha permesso di conoscere cose che certe volte era meglio non saperle.
Perché quando "sai" è sempre un problema.
E ti ci ritrovi in mezzo a quei casini dei quali hai parlato solo per distrarti dai tuoi.
Sono stata una settimana senza tutte le persone che considero più vicine.
Tutte.
Sono partite, tutte assieme, per una vacanza in Croazia alla quale avrei dovuto partecipare anch'io, alla quale le avevo addirittura "invitate" io (non tutte eh, solo alcune).
Quest'emarginazione improvvisa mi ha spinto a frequentare un po' altra gente.
Gente che non conosco affatto bene e della quale mi frega ancora troppo poco per parlarne.
Ed è lì che mi è scattato qualcosa, che mi sono resa conto di essere davvero un animale, vittima come tutti del Darwinismo Sociale.
Quelli che hanno letto bene Darwin, infatti, sapranno benissimo che in natura non vince il più forte, ma chi si adatta meglio.
E io mi sono adattata, per sopravvivere a me stessa.
Che poi, considerato che sto scrivendo questo post, direi che non è nemmeno andata tanto bene.
In queste sere mi sono ritrovata ad osservarmi dall'esterno: mi sono vista interagire con questi sconosciuti, mi sono vista fare battute ed elargire sorrisi falsi ed è stato un po' come osservarsi in uno di quegli specchi che stanno al luna park e che ti distorcono l'immagine.
Ti riconosci, ma non tanto.
Perché per tutto il tempo, pensavo al fatto che loro (almeno in apparenza) sembrassero stare bene con me, mentre io non stavo bene con loro.
Io, forse, non sto davvero bene nemmeno con quelle che sono andate in Croazia.
E di certo, non per colpa loro.
Del resto, che v'aspettavate da una che ha intitolato il suo percorso per la maturità "Soli tra la folla"?
Appartenere, nel senso di sentirsi parte di qualcosa, di qualcuno è anch'esso un istinto animale.
Di branco.
Peccato che io sia individualista, anche se ciò comporta andare contro la mia natura, ed essere infelice.
C'è tutta la filosofia del 900' a darmi ragione, da Freud ad Adorno e Horkeimer e Marcuse...
Ed è per questo che, in questi giorni più che mai, ho desiderato di essere "semplice".
Di poter essere una di quelle che si adatta senza troppe seghe mentali, di essere una che se la prende come viene.
Perché mi rendo perfettamente conto di essere "un po' troppo".
Peccato che questo mio troppo non sia abbastanza per rendermi felice.
Perché la felicità, checché se ne dica, non è affatto una cosa semplice.
That's bullshit.
La felicità richiede impegno.
Ed è per questo che continuo a scervellarmi, che magari per la fine simbolica di quest'estate mai davvero iniziata troverò una mezza risposta.
Anche se a questo punto, non sono nemmeno più tanto sicura di quale sia la mia domanda.
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mercoledì 27 agosto 2014
domenica 10 agosto 2014
Gente di Collina
La maggior parte dell'opera di Foscolo è stata composta sui Colli Euganei, che giustamente sono stati maledetti da diverse generazioni di studenti che speravano Foscolo c'andasse un po' prima al suo di Sepolcro, così da risparmiarsi qualche poesia depressa.
Se però posso spezzare una lancia a favore di Ugo, devo dire che, d'altro canto, cos'altro si può scrivere sui Colli Euganei se non poesie precursori della corrente emo?
Non è che ti vien proprio da scrivere Topolino, sui Colli, no?
La verità è che, poeticamente parlando, ste' colline ne hanno fatti di danni.
Tra gli ermi colli di Giacomo e le colline-che-sembravano-tette che hanno fatto la carriera di Pavese, potete capire che forse, quest'aria di collina non è poi così salubre.
Del resto, lo confermo, vivere in collina è da paranoia.
Il mio paesino buco(lico) è in collina ed io ho deciso di aprire questo blog.
Coincidenze?
Non credo.
I latini, questo stato di perenne calma e immobilità l'avrebbero chiamato otium... Io lo chiamo ANGOSCIA.
Metteteci poi pure che la gente di collina è un po' strana.
Di sicuro lo è quella della mia collina.
Non è che viviamo isolati eh! Eppure la mentalità generale direi che qui è ferma più o meno al tempo dei piccioni viaggiatori.
Roba che se ti vedono in giro con uno una volta per sbaglio per loro stai già pensando alla fuga e al matrimonio segreto, perché incinta di tre gemelli e forse già madre di due.
Tutti parlano di tutto e tutti, il concetto di privacy è sconosciuto eppure sembra che tutti abbiano chissà quali grandi segreti da nascondere.
Mancano giusto un nano che parla al contrario, un gigante e, ovviamente, IL MALE ASSOLUTO e siamo a Twin Peaks.
Giuro.
Ora non so dirvi con esattezza il livello sul mare della cittadina di Laura Palmer ma, a giudicare dalla vegetazione, dai pini che ondeggiano sinistri, direi che potrebbe trattarsi tranquillamente di collina.
Le colline fanno male.
Punto.
Forse sarebbe meglio vivere altrove...
In montagna però non saprei, perché se prendiamo Heidi e "le caprette che le facevano ciao" (cit.) come esempio forse opterei più per la pianura...
Magari non Padana ecco...
Che a vedere i leghisti manco tanto fa bene...
Sapete cosa?
Forse davvero sarebbe ora che iniziassimo a colonizzare lo spazio.
Chissà che su Urano saremo tutti meno teste di cazzo.
Se però posso spezzare una lancia a favore di Ugo, devo dire che, d'altro canto, cos'altro si può scrivere sui Colli Euganei se non poesie precursori della corrente emo?
Non è che ti vien proprio da scrivere Topolino, sui Colli, no?
La verità è che, poeticamente parlando, ste' colline ne hanno fatti di danni.
Tra gli ermi colli di Giacomo e le colline-che-sembravano-tette che hanno fatto la carriera di Pavese, potete capire che forse, quest'aria di collina non è poi così salubre.
Del resto, lo confermo, vivere in collina è da paranoia.
Il mio paesino buco(lico) è in collina ed io ho deciso di aprire questo blog.
Coincidenze?
Non credo.
I latini, questo stato di perenne calma e immobilità l'avrebbero chiamato otium... Io lo chiamo ANGOSCIA.
Metteteci poi pure che la gente di collina è un po' strana.
Di sicuro lo è quella della mia collina.
Non è che viviamo isolati eh! Eppure la mentalità generale direi che qui è ferma più o meno al tempo dei piccioni viaggiatori.
Roba che se ti vedono in giro con uno una volta per sbaglio per loro stai già pensando alla fuga e al matrimonio segreto, perché incinta di tre gemelli e forse già madre di due.
Tutti parlano di tutto e tutti, il concetto di privacy è sconosciuto eppure sembra che tutti abbiano chissà quali grandi segreti da nascondere.
Mancano giusto un nano che parla al contrario, un gigante e, ovviamente, IL MALE ASSOLUTO e siamo a Twin Peaks.
Giuro.
Ora non so dirvi con esattezza il livello sul mare della cittadina di Laura Palmer ma, a giudicare dalla vegetazione, dai pini che ondeggiano sinistri, direi che potrebbe trattarsi tranquillamente di collina.
Le colline fanno male.
Punto.
Forse sarebbe meglio vivere altrove...
In montagna però non saprei, perché se prendiamo Heidi e "le caprette che le facevano ciao" (cit.) come esempio forse opterei più per la pianura...
Magari non Padana ecco...
Che a vedere i leghisti manco tanto fa bene...
Sapete cosa?
Forse davvero sarebbe ora che iniziassimo a colonizzare lo spazio.
Chissà che su Urano saremo tutti meno teste di cazzo.
sabato 9 agosto 2014
le cose che voglio/ le cose che devo
vorrei andare a fare shopping, che ci sono pure i saldi... / devo risparmiare ogni centesimo per l'università.
vorrei partire per la vacanza in croazia con le mie amiche, come programmato... / devo restare perché ho fatto una scelta e mi sono presa un impegno.
vorrei mangiare una pizza, come IDDIO comanda... / devo aspettare e continuare a mangiare pappette, per lo stesso "devo" di sopra.
vorrei poter essere più accomodante, non dire sempre agli altri tutto quello che penso; attivare il filtro cervello bocca. / devo accettare che sono così ed essere me stessa... Forse voglio esserlo.
vorrei andare d'accordo con mia madre: accontentarla, renderla fiera, magari fare una volta quello che dice. / devo discuterci ogni giorno, perché quello che vorrebbe per me, ironicamente, non ha niente a che vedere con me... e io non voglio rimanere intrappolata in una vita che non ho scelto e non mi rappresenta.
vorrei guardare "orange is the new black" tutto il giorno tutti i giorni. / devo studiare, che ho già perso un anno e sinceramente vorrei evitare di perderne un secondo.
volevo nascere negli anni '50, vivere come vivevano i mad men. / devo vivere nel presente e cavarne il meglio, perché sono nata nella decade dei backstreet boys e non in quella di frank sinatra... E forse va bene così.
voglio fare quello che voglio. / devo fare quello che devo.
Perché è così.
E forse è anche giusto...
Perché la felicità richiede impegno.
E, a volte, per riuscire a fare quello che vuoi, devi fare prima quello che devi.
vorrei partire per la vacanza in croazia con le mie amiche, come programmato... / devo restare perché ho fatto una scelta e mi sono presa un impegno.
vorrei mangiare una pizza, come IDDIO comanda... / devo aspettare e continuare a mangiare pappette, per lo stesso "devo" di sopra.
vorrei poter essere più accomodante, non dire sempre agli altri tutto quello che penso; attivare il filtro cervello bocca. / devo accettare che sono così ed essere me stessa... Forse voglio esserlo.
vorrei andare d'accordo con mia madre: accontentarla, renderla fiera, magari fare una volta quello che dice. / devo discuterci ogni giorno, perché quello che vorrebbe per me, ironicamente, non ha niente a che vedere con me... e io non voglio rimanere intrappolata in una vita che non ho scelto e non mi rappresenta.
vorrei guardare "orange is the new black" tutto il giorno tutti i giorni. / devo studiare, che ho già perso un anno e sinceramente vorrei evitare di perderne un secondo.
volevo nascere negli anni '50, vivere come vivevano i mad men. / devo vivere nel presente e cavarne il meglio, perché sono nata nella decade dei backstreet boys e non in quella di frank sinatra... E forse va bene così.
voglio fare quello che voglio. / devo fare quello che devo.
Perché è così.
E forse è anche giusto...
Perché la felicità richiede impegno.
E, a volte, per riuscire a fare quello che vuoi, devi fare prima quello che devi.
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